Il Giardino dei Giusti

Rwanda, Armenia, Jugoslavia, Cambogia. Kosovo, Congo, Darfur. La lista, che potrebbe essere molto più lunga, è un elenco di fronte al quale, spesso, il mondo ha preferito voltare le spalle, senza domandarsi il perché e prendendo una posizione solamente a giochi ormai conclusi. I genocidi, come la storia, sono stati ciclici, trovando il proprio culmine nella Shoah. Privare donne e uomini del diritto fondamentale di essere tali, decidere per conto di terzi della distruzione delle loro libertà. L’odio come bandiera da issare, la banalità del male che trionfa, soffocando la vita.

Tra Cile e Perù, nel cuore dell’America Latina, si estende uno dei deserti più asciutti del pianeta, quello di Atacama. Nella sua desolazione, tuttavia, ogni cinque anni avviene un miracolo. Improvvisamente, l’arida terra di questa porzione di mondo, si colora, riempiendosi di tante diverse specie di fiori e piante.  

Ovunque, nell’immenso mare del male, c’è qualcosa o qualcuno che ribalta tutto, come i fiori di Atacama, mostrando il lato luminoso dell’umanità, mettendo l’amore al primo posto. I Giusti, ad esempio, coloro che hanno combattuto a viso aperto e senza paura le dittature, rifiutando di chinare la testa al cospetto di totalitarismi brutali, lottando in favore dei diritti umani e salvando vite, sottraendole alla macchina mortale del genocidio. Un termine, Giusti, che risale alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando nel 1963 fu istituita la Commissione dei Giusti tra le Nazioni di “Yad Vashem”, l’Ente Nazionale per la Memoria della Shoah, presieduta da Moshe Bejski. Nel 2012, il Parlamento Europeo ha deciso di istituire la Giornata dei Giusti, una festività ricorrente ogni 6 marzo, giorno dell’anniversario della scomparsa di Moshe Bejski. La scelta è stata presa dopo aver ricevuto la proposta da parte di “GARIWO-la foresta dei giusti”, un’associazione con sede a Milano fondata nel 1999. Uno degli obiettivi dell’organizzazione, oltre a quello di educare e sensibilizzare sul tema, è di diffondere sul territorio nazionale e non solo i cosiddetti Giardini dei Giusti, angoli di verde in cui vengono piantati alberi in omaggio di chi ha contribuito alla lotta ai crimini contro l’umanità.

Anche Nichelino ha scelto di aderire al progetto, trovando in via del Pascolo il luogo adatto per far sorgere questa oasi serena. Le studentesse e gli studenti delle scuole della città hanno collaborato in maniera attiva, scegliendo e studiando le biografie dei 20 Giusti a cui sono dedicati gli alberi. 20 donne e uomini che hanno rischiato la propria vita per proteggere quella altrui, lottando per i principi su cui si fonda la nostra società. Il Giardino dei Giusti di Nichelino sarà un luogo di condivisione, dialogo e formazione, ideale per riflettere e comprendere. Uno spazio verde in cui si potranno organizzare eventi commemorativi, un posto in cui sostare, fermarsi, immergendosi nella natura, per leggere un libro, parlare con un amico o un’amica. Gli alberi come simbolo di ossigeno, linfa vitale per ogni essere vivente. Le panchine come emblema di raccolta. La forma a spirale, perché tutto torna, avendo al centro l’uomo.

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