Tampon Tax

Che cos’è la Tampon Tax? Sicuramente, ne avrete già sentito parlare. Un argomento e un tema che sono dibattuti quotidianamente, diventati il centro di discussioni accese e animate. La tampon tax altro non è che l’imposta sul valore aggiunto, l’IVA, che viene uapplicata ad assorbenti, tamponi e coppette mestruali. In Italia, infatti, non sono considerati beni di prima necessità, bensì di lusso. Come tutti i beni ritenuti di lusso all’interno del Belpaese, la conseguenza è la tassazione al 22%. Ogni paese ha un elenco di prodotti e articoli che godono del privilegio di essere giudicati necessari a sostenere una vita dignitosa. Il pane, alcuni medicinali, i libri, l’acqua e il latte, ad esempio. Tutti questi beni, per permettere alla maggioranza della popolazione di acquistarli, sono tassati meno, avendo un prezzo più accessibile. Curiosamente, anche i rasoi maschili rientrano in questa categoria. I prodotti igienici femminili e i pannolini per i neonati, invece, no. Un’imposta che resiste dal lontano 1973, anno in cui fu introdotta, e che continuerà a essere una realtà italiana almeno per il 2021. “Il ciclo non è un lusso” è lo slogan che, ormai da tempo, rappresenta i movimenti di protesta da parte di molte attiviste e attivisti. Il ciclo non è una scelta e il mondo, prima dell’Italia, sembra essersene accorto, riducendone la tassazione e, in alcuni casi, abolendola totalmente. Canada, India e Australia hanno cancellato l’imposta, così come ha fatto il Kenya, primo paese del pianeta a diminuire la tassa e a distribuire gratuitamente assorbenti nelle scuole dello stato. In Europa, invece, il processo è più lento, anche se, gradualmente, tante nazioni stanno riducendo la percentuale dell’aliquota. L’Italia, purtroppo, è rimasta indietro. Fortunatamente, non nella sua totalità.

A Nichelino, la realtà è diversa. Infatti, dal 22 marzo, l’IVA su assorbenti interni, esterni e coppette mestruali non esiste più. Le due farmacie comunali della città, quella di Piazza dalla Chiesa e di Piazza Aldo Moro, applicano uno sconto pari al 22%, eliminando la tassazione aggiuntiva. L’iniziativa parte da lontano, quando il “Partito Possibile” di Giuseppe Civati, porta in Parlamento la discussione riguardante la Tampon Tax e una sua possibile eliminazione. La proposta giunge fino qui e, dal momento che il “Partito Possibile” è inserito all’interno della lista “Nichelino in Comune”, l’Assessora alle Pari Opportunità Valentina Cera decide di portare l’istanza in Consiglio Comunale. Il passo successivo è fatto dalla consigliera Roberta Monticone che propone la mozione. Una volta accettata, diventa realtà. Il progetto, inizialmente, avrà la durata di un anno, con la speranza e determinazione di renderlo una felice costante nella quotidianità della città e, in futuro, del paese nella sua interezza.

Un’azione simbolica con l’obiettivo di smuovere le coscienze a livello locale e, un passo alla volta, nazionale. Cambiare la società a partire dalla nostra comunità. Il ciclo mestruale non è e non può essere considerato un lusso.

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